Lo sport come spazio di incontro, partecipazione e crescita. È stato questo il filo conduttore dell’appuntamento di Assisi in Sport dedicato a inclusione e disabilità, che ha riunito società sportive, tecnici, atleti e testimonianze capaci di raccontare quanto lo sport possa incidere concretamente nella vita delle persone.
A confrontarsi sul tema sono state Unione Ciclistica Petrignano, Assisi Nuoto Master, Virtus Bastia Baskin, Sestito – Sestito Academy e Angelana Calcio, attraverso esperienze differenti ma accomunate dalla volontà di rendere la pratica sportiva sempre più accessibile e inclusiva. Presente il presidente del Comitato Paralimpico Umbria Marco Peciarolo, che ha voluto esaltare la grande crescita del movimento regionale per un sport sempre più senza barriere, non più un “comparto minore”, ma un “movimento unico” sempre più grande e dove tutti sono uguali. Ha moderato Stefano Berti, direttore del gruppo editoriale Assisi News e della redazione di Assisi Sport.
Per l’Angelana Calcio è intervenuto Giuseppe Tiradossi, mentre per Sestito Academy ha portato la propria testimonianza il professor Vitaliano Sestito. Per la Virtus Bastia Baskin è intervenuto Francesco Calisti, mentre Giacomo Betti ha rappresentato Assisi Nuoto Master. A raccontare l’esperienza dell’HandBike dell’Unione Ciclistica Petrignano è stato invece Walter Giombini e Massimiliano Sciattella.
L’acqua come spazio di crescita
Giacomo Betti, presidente di Assisi Nuoto Master, ha posto l’attenzione sul valore dell’acqua e del nuoto come strumenti di crescita e inclusione. Al centro della sua testimonianza, l’importanza di considerare i ragazzi innanzitutto per ciò che sono: persone, atleti e compagni di squadra, senza costruire attorno alla disabilità una distanza.
Betti ha raccontato anche le attività sviluppate attraverso il Campus FuturOra e la volontà di continuare a investire nel settore Paralimpico, ampliando opportunità e percorsi dedicati alla pratica sportiva.
Un percorso che ha preso il via con Assisi Nuoto Master e che non intende fermarsi, con l’attività in piscina dedicata a tutti, senza differenze. “lavoreremo affinché questo progetto possa crescere sempre più – ha detto il presidente – guardiamo al futuro con ottimismo”.
Baskin, giocare insieme per davvero
Un esempio particolarmente significativo arriva dal Baskin, disciplina che permette ad atleti con e senza disabilità di giocare insieme all’interno della stessa squadra.
Francesco Calisti ha raccontato il successo dell’evento inclusivo Bastia Assisi Inclusive Game, soffermandosi sul valore del Baskin come strumento concreto di integrazione. Non una semplice attività parallela, ma uno sport nel quale le diverse capacità diventano parte integrante del gioco e della squadra.
Un modello che dimostra come l’inclusione possa essere vissuta direttamente sul campo, attraverso regole, ruoli e modalità che permettono a tutti di contribuire al risultato collettivo.
Calcio, la felicità di correre dietro a un pallone abbattendo ogni barriera
Per l’Angelana Calcio è intervenuto Giuseppe Tiradossi, che ha raccontato la nascita e la crescita della quarta categoria, un progetto partito inizialmente come una vera e propria scommessa e diventato nel tempo una realtà capace di coinvolgere sempre più persone e realtà del territorio.
Tiradossi ha sottolineato soprattutto la felicità che si legge negli occhi dei ragazzi quando giocano a calcio, il valore dello stare insieme, dell’aggregazione e della possibilità di condividere anche i momenti più intensi che lo sport sa regalare.
Un progetto cresciuto progressivamente anche grazie a importanti collaborazioni con diverse cooperative e con l’Istituto Serafico di Assisi, creando una rete attorno ai ragazzi e alle loro famiglie. Un’esperienza che dimostra come lo sport possa diventare un luogo nel quale non esistono soltanto allenamenti e partite, ma soprattutto relazioni, amicizie e senso di appartenenza.
L’HandBike: da una piccola idea a un grande progetto
La testimonianza di Walter Giombini e Massimiliano Sciattella ha portato sul tavolo l’esperienza del settore HandBike dell’Unione Ciclistica Petrignano.
Un progetto nato con dimensioni più contenute e cresciuto nel tempo grazie alla partecipazione degli atleti, all’impegno delle famiglie e all’organizzazione della società. Giombini e Sciattella hanno raccontato la fatica quotidiana, l’importanza delle attrezzature e delle biciclette specifiche e tutto il lavoro necessario per costruire un’attività strutturata.
Un percorso che ha portato il gruppo anche a confrontarsi con appuntamenti di rilievo come il Giro d’Italia HandBike e con l’organizzazione di numerosi eventi. La storia dell’HandBike di UC Petrignano dimostra così come un progetto sportivo possa crescere quando trova una comunità pronta a sostenerlo.
Lo sport di contatto come strumento sociale
Vitaliano Sestito ha invece affrontato il tema degli sport da contatto, sottolineandone il valore educativo e sociale. Lo sport può rappresentare un luogo nel quale i ragazzi trovano regole, relazioni, responsabilità e appartenenza, diventando anche uno strumento per allontanarli da situazioni di disagio e offrire loro nuove opportunità.
Nel suo intervento è emersa anche la necessità di lavorare ancora per rendere gli sport da contatto sempre più accessibili agli atleti con disabilità. Un percorso sul quale, anche in Italia, resta ancora molto da fare per superare barriere organizzative, culturali e strutturali.
Le storie che hanno emozionato la sala
Nel corso dell’incontro, alle esperienze delle società sportive si sono affiancate alcune storie personali che hanno dato un volto concreto alle parole inclusione, sport e resilienza.
Sono state raccontate le vicende di Gabriele Codini e Andrea Bertolini, in un momento particolarmente intenso ed emozionante, alla presenza del vicesindaco di Assisi Veronica Cavallucci.
Spazio anche alla storia di Lucrezia De Dominicis, di Areté Polisportiva, accompagnata da Beatrice Porrozzi, che ha contribuito a rendere ancora più personale e coinvolgente il racconto della giornata.
Lo sport prima di tutto
Dalle piscine ai campi da calcio e da basket, fino alle strade percorse in HandBike, le testimonianze di Assisi in Sport hanno raccontato esperienze diverse ma una convinzione comune: l’inclusione non si costruisce soltanto attraverso le parole, ma attraverso occasioni concrete per praticare sport, stare insieme, competere e sentirsi parte di una squadra.
È proprio qui che lo sport mostra una delle sue funzioni più importanti: creare relazioni e opportunità, abbattere distanze e permettere a ciascuno di esprimere le proprie capacità.
L’appuntamento di Assisi, in Piazza santa Chiara, ha quindi rappresentato non soltanto un momento di confronto, ma anche un’occasione per valorizzare il lavoro quotidiano delle società sportive e delle persone che, attraverso il loro impegno, trasformano l’inclusione da principio dichiarato in esperienza vissuta.
Foto: Mauro Berti ©BN COM
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