Una mattinata emozionante, fatta di sport, applausi e storie capaci di lasciare un segno. Sabato 19 settembre, in Piazza Santa Chiara, nell’ambito di Assisi in Sport – Futuro in Gioco, è stata raccontata la storia di Lucrezia De Dominicis, oggi tredicenne, protagonista di un percorso di crescita sportiva e personale che rappresenta un esempio concreto di inclusione.
A presentare la sua storia è stato Stefano Berti, direttore del gruppo editoriale Assisi News e della redazione di Assisi Sport, che ha raccontato al pubblico il cammino di Lucrezia, accompagnata in questa speciale occasione da Beatrice Porzi, sua allenatrice. Una storia accolta dai grandi applausi della piazza, perché capace di andare oltre i risultati sportivi e raccontare il valore delle opportunità, delle relazioni e della possibilità per ogni ragazzo di trovare il proprio spazio.
Lucrezia, tesserata per la società Areté polisportiva, ha iniziato a frequentare i corsi di nuoto da bambina, entrando fin dall’inizio nelle attività ordinarie della scuola nuoto della piscina comunale di Santa Maria degli Angeli. In accordo con la famiglia, la scelta non è stata quella di inserirla in un percorso separato e specializzato, ma di partire dalla persona: osservare Lucrezia, comprenderne il funzionamento, riconoscerne le capacità e valorizzarne le potenzialità.
Non è stato sempre semplice. Nel percorso sono emerse dinamiche sulle quali è stato necessario lavorare, anche attraverso la collaborazione con gli specialisti che seguivano Lucrezia. Ma, passo dopo passo, la giovane atleta ha trovato il proprio equilibrio all’interno del gruppo, continuando ad acquisire competenze, fiducia e autonomia.
A nove anni è arrivata una nuova sfida. Osservando le sue capacità in acqua, la società e la famiglia hanno deciso di proporle l’ingresso nel gruppo agonistico degli Esordienti B.
Da quel momento è iniziato un percorso più intenso, fatto di allenamenti, gare e trasferte insieme ai compagni nel circuito della FIN – Federazione Italiana Nuoto. Un’esperienza che ha permesso a Lucrezia di crescere come atleta, ma soprattutto come persona, rafforzando in maniera significativa le proprie autonomie.
Dopo tre anni, la società ha deciso di ampliare ulteriormente le sue opportunità affiliandosi alla FISDIR – Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali. Lucrezia ha così potuto affiancare al percorso agonistico ordinario anche l’esperienza nel circuito paralimpico.
I risultati non sono tardati ad arrivare. Lo scorso anno Lucrezia ha esordito ai Campionati Italiani Giovanili e ai Campionati Italiani Assoluti, dove ha conquistato il titolo di campionessa italiana nei 100 metri stile libero e nei 50 metri rana.
Un momento reso ancora più speciale dalla presenza dei suoi compagni di squadra, che l’hanno accompagnata e sostenuta dagli spalti. Un’immagine che racconta forse più di molte parole il senso del percorso costruito negli anni.
Anche quest’anno Lucrezia si è confermata ai vertici: ai Campionati Italiani Giovanili di Terni ha conquistato nuovamente il titolo di campionessa italiana nelle stesse due distanze, 100 metri stile libero e 50 metri rana.
Ma la vera forza della sua storia va oltre le medaglie.
Il percorso di Lucrezia racconta infatti un’idea di inclusione autentica, costruita nel tempo attraverso condizioni, relazioni e opportunità capaci di partire dalla persona, dal suo funzionamento e dalle sue possibilità concrete.
Lucrezia non è stata inserita prima in un percorso separato per essere successivamente avvicinata agli altri. Fin dall’inizio ha condiviso con i suoi coetanei spazi, regole, impegno e obiettivi. È stato l’ambiente a mettersi in gioco, ad adattarsi, a imparare e a crescere insieme a lei, senza rinunciare alla qualità tecnica e sportiva del percorso.
È proprio questo l’aspetto più significativo della sua esperienza: non una semplice integrazione formale, ma un autentico processo di appartenenza, partecipazione e inclusione.
E così, tra le corsie di una piscina, gli allenamenti, le gare, le trasferte e il sostegno dei compagni, Lucrezia ha costruito il proprio percorso. Una storia che parla di sport, ma soprattutto di persone e di possibilità.
Una storia che sabato, in Piazza Santa Chiara, ha emozionato il pubblico e che attraverso le parole di Stefano Berti e la presenza della sua allenatrice Beatrice Porzi ha ricordato a tutti quanto lo sport possa essere, davvero, uno spazio in cui crescere insieme.
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