Dietro una grande prestazione sportiva c’è sempre una parte visibile e una parte molto più silenziosa, fatta di preparazione, recupero, prevenzione e gestione quotidiana dell’atleta.
Nello straordinario oro europeo conquistato da Andy Díaz Hernández nel salto triplo, c’è anche la soddisfazione professionale di Lorenzo Sportolari, fisioterapista e osteopata, che ha affiancato l’atleta in un percorso di gestione e recupero fisico iniziato ben prima della competizione.
Sportolari, professionista di Anatomica Centro Longevity, ha messo a disposizione le proprie competenze all’interno di un progetto che rappresenta bene quanto, nello sport di altissimo livello, i risultati più importanti siano spesso la conseguenza di un lavoro costruito nel tempo.
La collaborazione è iniziata nel mese di novembre, in seguito a un infortunio che da tempo continuava a rappresentare una criticità per l’atleta e che non aveva ancora trovato una soluzione realmente soddisfacente. Da quel momento la scelta è stata quella di non limitarsi a un intervento finalizzato esclusivamente alla risoluzione immediata del problema.
È stato invece costruito un percorso a lungo termine, nel quale recupero, prevenzione e performance sono stati considerati parti dello stesso processo. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ha fatto maggiormente la differenza.
Il lavoro portato avanti da Sportolari ha integrato trattamento manuale, terapia strumentale, prevenzione e sviluppo della forza, con l’obiettivo non soltanto di affrontare la problematica presente, ma di creare progressivamente le condizioni affinché il corpo dell’atleta potesse tornare a sostenere le enormi richieste della prestazione internazionale.
Nello sport professionistico è facile concentrare l’attenzione sul singolo intervento: una terapia, un trattamento, un esercizio. La realtà è più complessa. Quando un atleta viene sottoposto quotidianamente a carichi molto elevati, è la continuità del percorso a diventare determinante. Il corpo deve essere seguito nel tempo, osservandone la risposta agli allenamenti, adattando gli interventi e facendo dialogare tra loro aspetti apparentemente differenti.
La forza, ad esempio, non rappresenta soltanto uno strumento per aumentare la prestazione. Se inserita correttamente all’interno del percorso può diventare anche un elemento fondamentale nella costruzione di un organismo più resistente alle sollecitazioni.
Allo stesso modo, il trattamento manuale e la terapia strumentale non vengono considerati interventi isolati, ma strumenti inseriti all’interno di una strategia più ampia. Il salto triplo è una delle discipline più impegnative dell’atletica dal punto di vista biomeccanico. Velocità, forza esplosiva, elasticità, coordinazione e controllo devono integrarsi in pochi istanti, mentre muscoli, tendini e articolazioni vengono sottoposti a sollecitazioni estremamente elevate. Per questo, a questi livelli, non è sufficiente che un atleta sia tecnicamente e fisicamente preparato. Deve anche essere nelle condizioni di poter esprimere ciò che ha costruito durante gli allenamenti.
È in questa zona meno visibile della performance che si colloca gran parte del lavoro di Lorenzo Sportolari: contribuire a mantenere il corpo dell’atleta efficiente, gestirne le criticità e accompagnarlo nel tempo verso la possibilità di allenarsi e competere con continuità.
Il valore di questo percorso emerge ancora di più osservando il punto di partenza. Da una problematica fisica persistente, che aveva richiesto nuovi strumenti e una diversa strategia, si è passati a mesi di lavoro strutturato fino ad arrivare alla più importante delle risposte: poter competere nuovamente ai massimi livelli.
L’oro europeo appartiene naturalmente ad Andy Díaz Hernández, al suo talento, alla sua determinazione e all’intero staff che ne sostiene la carriera. Per Sportolari rimane però la grande soddisfazione di aver contribuito a un percorso che dimostra un principio fondamentale dello sport moderno: non sempre la soluzione è fare di più. Spesso è necessario integrare meglio.
Forza, prevenzione, recupero, trattamento manuale e tecnologia possono produrre il massimo valore quando smettono di essere compartimenti separati e diventano parte di una strategia comune. È questo il significato più importante del lavoro portato avanti negli ultimi mesi.Perché una grande prestazione può essere racchiusa in pochi secondi. Ma per arrivare a quei pochi secondi, a volte, servono mesi di lavoro, metodo e continuità.
© Riproduzione riservata













