Lo spostamento tra regioni è ancora vietato fino al 5 marzo ma si potrà sciare e raggiungere le seconde case. Il governo uscente approverà questa mattina un decreto per prorogare la misura dettata dall’impennata della curva epidemiologica.
Sarà poi compito del nuovo governo stabilire quali settori saranno riaperti e con quali modalità: una decisione che riguarderà, tra le diverse attività, ristoranti, bar, palestre, piscine e ancora impianti sportivi, cinema e teatri.
Il decreto che sarà varato oggi nella riunione a palazzo Chigi presieduta da Giuseppe Conte sancisce che si potrà uscire dalla propria regione, muniti di autocertificazione, solo per motivi di lavoro, salute e urgenza.
Per quanto riguarda gli impianti sciistici in zona gialla, rimane confermata la riapertura da lunedì 15 febbraio con un numero di presenza giornaliere massimo fissato al 30% della portata oraria degli impianti di risalita. Per le stazioni sciistiche che non hanno più di due impianti, il numero massimo di presenze giornaliere è fissato al 50% della portata oraria complessiva. Non si potrà tuttavia soggiornare in albergo o in case affittate per brevi periodi se si trovano fuori dai propri confini e, di conseguenza, sarà possibile recarsi nelle località di montagna soltanto se si trovano nella propria regione oppure, per varcare i confini, se si ha una seconda casa.
Per quanto riguarda piscine e palestre, si va sempre di più verso l’opzione di una riapertura graduale con una prima fase di sole lezioni individuali per poi passare a un via libera per gli sport di squadra prima e di contatto dopo sempre e comunque con una distanza di due metri in palestra e dieci metri quadri in piscina tra una persona e l’altra.
Ci si potrà spostare verso le seconde case (anche se in zona rossa o arancione) a patto che si dimostri di averne avuto titolo prima del 14 gennaio 2021. “Nella casa può andare solo un nucleo familiare, né parenti o amici: – precisa una delle FAQ nel sito del Ministero della Salute – il luogo di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo e vi si può recare unicamente tale nucleo”
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