(Agnese Paparelli) Valeria Masala ha un sogno: raggiungere la cima del Monte Sibilla nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo desiderio sembra più un’utopia per la donna di 54 anni, originaria della Sardegna ma ternana di adozione, che ha subito l’amputazione del braccio sinistro e della gamba sinistra in un incidente in moto nell’estate del 2019 dove ha perso la vita il suo compagno Paolo. Entrambi amanti del trekking, avevano programmato di salire sulla Sibilla il 1 agosto ma il destino ha rovinato i piani della coppia.
Mesi fa Valeria ha chiesto aiuto in un gruppo Facebook e tramite la sua pagina “Torna a fare trekking, Valeria” per raggiungere la cima del monte in auto o con una Joëlette, la carrozzella da fuori strada che permette la pratica di gite o corse alle persona con mobilità ridotta. Da lì nasce VERA, un progetto nato per caso grazie all’incontro tra Valeria ed Elisa, Rodolfo e Alessandro, da cui, appunto, prende il nome.
Questi si attivano subito per aiutarla e trovano una carrozzella adatta al percorso, la Joëlette messa a disposizione dal Comune di Terre Roveresche. Una domenica mattina, lontano dai riflettori la conducono sino alla cima della Sibilla con l’aiuto di altre persone che lungo il percorso si sono dati il cambio per aiutare Valeria a raggiungere il suo sogno. Un sogno, e una cima, che idealmente ha condiviso con il compagno scomparso.
“Spero – ha raccontato Valeria – che quanto successo a me possa fare da apripista per permettere anche a chi ha una disabilità di non rinunciare a una passione così bella, quella per il trekking e la montagna”. Essendo un progetto nato per caso non sono ancora stati programmati eventi futuri, ma Valeria garantisce: “Non ci fermiamo!”.
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