Oggi Perugia, dopo Foligno, città di tappa. Tutti negativi ai test anti-Covid i ciclisti al via. Perugia in festa per il Giro d’Italia. Il capoluogo umbro ha fatto registrare fin dalle prime ore del mattino tanta gente assiepata lungo Corso Vannucci e nelle vie che vedono il passaggio dei corridori dopo la partenza di quella che si presenta come una tappa dura e avvincente. Il Giro d’Italia dopo Foligno riparte da Perugia, protagonista anche ad Assisi dove le squadre hanno deciso di soggiornare in vista della partenza odierna. Una carovana che ha portato sorrisi e felicità nei volti della gente, in questi giorni in cui si intravede una ripartenza attesa post Covid. Lo sport concede sempre segnali di positività, e l’Umbria è di nuovo protagonista.
“Nessun altro evento sportivo come il Giro d’Italia è riuscito in oltre un secolo dalla sua prima edizione a raccontare il nostro Paese. E anche in un momento storicamente difficile per il turismo come quello attuale questo appuntamento rappresenta una vetrina importante che contribuirà a promuovere, valorizzare e sostenere l’immagine dell’Umbria, a partire dai 198 Paesi che potranno ammirare il nostro territorio grazie al passaggio del giro”. Lo ha detto l’assessore regionale allo sport Paola Agabiti intervenendo nel pomeriggio all’iniziativa su “Il Giro d’Italia a Perugia nella comunità e nella sfida dei valori”, a cui hanno partecipato istituzioni, operatori, campioni e personalità del mondo dello sport e del ciclismo in attesa della partenza della 11esima tappa del Giro da Piazza IV Novembre.
“Per le sue peculiarità l’Umbria sa attrarre gli appassionati di ciclismo e coloro che hanno trovato nella bicicletta lo strumento ideale per raggiungere benessere fisico, salute e serenità – ha aggiunto Agabiti. Anche per questo, rispetto al turismo lento ed esperienziale, come Regione stiamo ridisegnando l’intera strategia per rendere il nostro territorio sempre più accogliente, sostenibile ed accessibile. Le ciclovie insieme ai Cammini, le ippovie, allo sport outdoor sono il cuore di questo progetto per un turismo sostenibile e uno sviluppo intelligente, capace di generare valore aggiunto anche nei luoghi distanti dalle principali arterie di comunicazione, un antidoto allo spopolamento ed un efficace contributo alla salvaguardia e conservazione dell’articolato patrimonio della nostra regione. Da qui l’importanza di saper integrare le diverse vocazioni di un territorio, di una comunità, a partire proprio dalle caratteristiche sociali e dalle potenzialità creative. Soprattutto in questo periodo di ripresa dopo la pandemia siamo tutti chiamati a uno sforzo aggiuntivo per far esprimere ed evidenziare le eccellenze, le unicità della nostra regione. E’ una lunga salita, una vera e propria corsa a tappe, ma – ha concluso Agabiti – abbiamo inserito un ‘rapporto giusto’ che ci consentirà di raggiungere il traguardo”.
Foto: Ma.Sb., per gentile concessione. Screenshot Pasquale Punzi e Luca Dottori/Retesole
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