(Stefano Berti) Calcio, elezioni Comitato Regionale Umbro. Roberto Damaschi dirigente calcistico di lungo corso con passato da calciatore, direttore sportivo, direttore generale e soprattutto Presidente del Perugia Calcio per due anni, titolare della Locanda del Cardinale di Assisi e molto vicino alla città Serafica e alla realtà del territorio, valuta la vicenda delle candidature alle prossime elezioni del CRU che vedono coinvolti diversi esponenti del territorio. Di seguito, l’ex presidente del Perugia ha parlato così in esclusiva ad AssisiSport.
“Dopo il comunicato del Tribunale Territoriale – dice Roberto Damaschi ad AssisiSport – valuto che il candidato è solo uno, Luigi Repace. Pur apprezzando l’impegno di Luca Fiorucci – sottolinea – è evidente che paga il fatto di essere partito in ritardo sia per la raccolta delle firme che per comporre la squadra”.
Luca Fiorucci chiede cambiamento e democrazia, sbaglia? “Le richieste di cambiamento e democrazia sono sempre legittime, quanto alla democrazia – dice Damaschi – mi pare che ci siano delle regole e che siano state rispettate, salvo che si dimostri il contrario nelle dovute sedi. Rispetto al cambiamento è un discorso complicato, in generale nel calcio opportuno, nel caso tutto da verificare e comunque alla parola cambiamento dovrebbe seguire la dicitura “in meglio”.
Sulle due squadre in campo, ormai note ai più, e sulle sue eventuali preferenze ecco la valutazione di Roberto Damaschi: “Terreno scivoloso, si rischia sempre di andare sul personale, da una parte la sola presenza di Piero Vicaroni qualifica la compagine, dall’altra non è assolutamente tutto da buttare, ma qualche neo c’è, probabilmente proprio scontando d’aver fatto tutto all’ultimo. Riguardo al voto, innanzitutto non voto – dice Damaschi – ma alle urne più che l’ideologia o i programmi facili ho sempre privilegiato la credibilità”.
Sovvertire i numeri delle candidature attraverso le revoche? “Riguardo ai consiglieri spazio c’è visti i numeri, rispetto alla Presidenza no, non vedo come lo stesso organo (Tribunale Territoriale) possa smentire se stesso”. Ma Roberto Damaschi una revoca la firmerebbe? “In genere – dice – sono per la coerenza e per il rispetto degli impegni presi, è una questione morale. Dovessi in ultima analisi pensare di farlo valuterei 100 volte gli aspetti giuridico-sportivi. Mi pare che la doppia firma sia stata pesantemente bastonata in più occasioni”.
Senza girarci intorno a suo parere si può revocare la firma? “Non ho titoli giuridici e non ritengo di essere il depositario della verità, ma a mio parere – sottolinea Roberto Damaschi – la revoca non sortisce effetti a livello di norme dell’ordinamento calcistico ne a livello civilistico. L’unica via è dimostrare che le firme sono state prese in maniera irregolare, con i tempi della giustizia. Il comunicato di ieri ha ormai cristallizzato il quadro”.
Risulta veritiero che le è stato proposto di correre per la poltrona di Presidenza del CRU? “Qualche chiacchiera sì c’è stata – conclude – ma non ho mai realmente considerato la cosa, per impegni di lavoro tant’è che dopo tanti anni sono fuori dal giro anche perché vedo sempre più un calcio con poca passione e troppi avvoltoi”. L’11 gennaio è vicino, il 6 lo è ancor più. Si attende di capire come finirà. In ballo le sorti del calcio umbro in una stagione, causa pandemia da Covid-19, già complicata di suo.
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