(Fe.Ba) Il cinquantaseienne Francesco Bollani, architetto milanese di San Colombano al Lambro ha percorso quattrocentotrenta chilometri divisi in diciannove tappe e una media di ventidue chilometri al giorno sul tapis roulant di casa sua. Obiettivo: arrivare ad Assisi con tanto di scarpe da pellegrino e zaino del peso di sette-otto chili sulle spalle.
La tabella di marcia è stata serrata, dalle cinque e mezzo del mattino fino a mezzogiorno. Come riporta il Corriere della Sera: “ «Ho iniziato il mio viaggio il 25 marzo e ho intravisto Assisi la mattina del 12 aprile, il giorno di Pasqua». Una data fatidica. E le sorprese non finiscono qui: «Giunto alla meta, intorno alle 11 del mattino, mi sono collegato in diretta streaming con l’Abbazia, con la cripta di San Francesco, mentre celebravano la Messa». Gioia immensa e piena soddisfazione? Non proprio: «Dovete sapere che un pellegrino alla fine del suo cammino è certamente stanco (sentivo dolori dappertutto, alle ossa, e, per la prima volta in vita mia, si erano formate delle fastidiosissime vesciche ai piedi), ma anche visibilmente inca…volato: un camminatore vorrebbe che la sua avventura non finisse mai»”.
“Non appena possibile mi recherò realmente ad Assisi – ha dichiarato Bollani sempre al Corriere della Sera – probabilmente a giugno: voglio rifare il mio stesso tragitto, ma in macchina. In un giorno intero. Mi piacerebbe visitare tutti quei posti che ho soltanto immaginato”. Intanto i frati della Basilica di San Francesco lo stanno aspettando a braccia aperte e non vedono l’ora di conoscerlo. «Ci siamo scritti, quando hanno saputo dell’impresa». E se le chiedessero di restare lì, con loro? Bollani prima se la ride, sottolineando il fatto di non essere proprio un buon cristiano. E poi commenta così: «Per la verità ho già dato, cinque anni fa, quando decisi di mollare il lavoro e partire per il mio primo Cammino di Santiago. Sa cosa le dico? L’importante è saper riallineare le priorità della vita». Tanto, prima o poi può capitare a tutti di dover scendere da un tapis roulant.
Immagine: Corriere della Sera
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