Prestigioso riconoscimento per Roberto Cammarelle, il Campione Olimpico di Pechino 2008 e due volte Campione del Mondo di boxe (2007-2009). L’ex pugile è stato inserito nella Walf of Fame dello Sport Italiano. Il 39enne ex supermassimo lombardo, che da anni risiede ad Assisi, precisamente a Santa Maria degli Angeli, che nel proprio palmares vanta anche l’argento olimpico a Londra 2012 (con il verdetto della finalissima contro Anthony Joshua che lasciò molte perplessità) e il bronzo ad Atene 2004, ha detto stop all’attività nell’aprile 2016 e ora il suo nome resterà per sempre impresso per sempre sulla Camminata della Gloria Sportiva Tricolore presente all’interno del Foro Italico in Roma.
“Sono entrato a 11 anni in palestra, come un bimbo grassottello, per dimagrire, niente riscatti sociali niente storie difficili. Ho imparato la tecnica – scrive attraverso la sua pagina Facebook Roberto Cammarelle – ho capito la storia, ho appreso i valori ed ho cominciato ad amarla. Ho iniziato a combattere nel ’94, con un mito che dominava la scena, Mike Tyson, e con un mito che ancora fa la storia di questo sport, Muhammad Alì”.
“Ho fatto 230 match, ne ho persi 26 (la metà posso contestarli!) – sorride – ho subito due interventi, ho affrontato campioni, ho conosciuto grandi persone, ho viaggiato molto e mi sono divertito tanto. Ma avevo un solo obbiettivo: diventare il numero 1! No un campione, ma il CAMPIONE! Ho vinto tante medaglie – prosegue l’ex pugile che tanto ha fatto sognare e gioire i tifosi italiani e gli appassionati di pugilato e di sport – ho vinto le olimpiadi, ho vinto i mondiali, non sono passato professionista perché non ne valeva la pena nel mio periodo buono, ma non ho rimpianti e non mi sento incompleto. Essere al Museo Nazionale del Pugilato ed entrare a far parte della Walk of Fame è la mia realizzazione! Ringrazio la cosa più importante: GRAZIE PUGILATO!”.
Roberto Cammarelle è il settimo pugile italiano a entrare nella Walk of Fame dopo Patrizio Oliva, Primo Carnera, Nino Benvenuti, Bruno Arcari, Sandro Mazzinghi e Duilio Loi.
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