(Stefano Berti e Marco Tellurio) Uno sfogo durissimo verso il mondo del calcio dilettantistico, parole al veleno in un momento durissimo, verso chi in questa situazione pensa di poter andare avanti pensando soltanto agli interessi, senza la minima tutela delle società sportive. I pensieri sono quelli di Quartino Filippucci, da anni in questo sport. Oggi dirigente dell’Assisi Subasio (da anni ormai, ndr) Filippucci, come sempre fa, raggiunto a distanza da AssisiSport è diretto e immediato, verso chi pensa a ricominciare, invece di chiudere tutto per la stagione in corso “che ormai non ha più niente da dire”.
“Voglio esprimere il mio pensiero – dice Quartino Filippucci ad AssisiSport – come ben sapete sono un amante del calcio, anzi ero. E vi spiego il motivo: sono molti giorni che stiamo combattendo con questo virus che sta uccidendo questo paese, (e non solo) ma invece di dire smettiamo (perché è solo una vergogna che già non si sia detto), in primis per i molti deceduti, poi per la nostra situazione finanziaria che si andrà a definire per il futuro, io, essendo parte in causa (sportivamente parlando) non mi sento più di continuare in questo sport, il CALCIO che mi sembra a tutto pensa meno che alle persone che in questo momento stanno combattendo la gara più importante”.
L’affondo di Filippucci è durissimo, verso chi non pensa di chiudere la stagione: “E’ davvero incredibile infatti – dice – che si stia pensando al contrario di ciò che si dovrebbe fare senza esitazioni: si sta pensando quando e come si dovrebbero finire i campionati (e sto parlando solamente per i dilettanti, logico), per cui io mi dissocio da tutto questo e penso che le risorse impiegate per questo sport bisognerebbe dirottarle altrove. Voi direte – si chiede Filippucci – te ne sei accorto solo ora ? Io rispondo: meglio tardi che mai! Meditate, grazie. Quartino Filippucci, dirigente Assisi Subasio”.
Foto: Mauro Berti, redazione AssisiNews/AssisiSport
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