(Stefano Berti) La medaglia d’oro conquistata a Taranto ai Giochi del Mediterraneo porta con sé il peso di un successo importante, ma soprattutto il significato di una rinascita. Perché dietro il trionfo di Irma Testa c’è un percorso iniziato lontano dai riflettori, fatto di mesi di lavoro silenzioso e di una nuova consapevolezza.
E quel percorso, per la campionessa azzurra, ha un luogo preciso: Assisi. È qui, alla Vhype Training Lab di Rivotorto di Assisi, dove ha preparato il suo ritorno ai vertici, alternando il lavoro quotidiano anche agli allenamenti tecnici al Centro Federale di Santa Maria degli Angeli, che Irma Testa ha costruito, insieme a Roberto Cammarelle e Mattia Tanci, il percorso che l’ha riportata sul gradino più alto del podio.
“In questa palestra abbiamo costruito questo risultato – racconta Irma ad Assisi Sport –. Sono molto contenta perché sono stati mesi molto duri. Insieme a Mattia Tanci e Roberto Cammarelle abbiamo preparato silenziosamente questo traguardo. È soltanto un piccolo obiettivo, però fa bene sicuramente per l’umore ed è da stimolo per i prossimi grandi obiettivi”. (Continua dopo il video dell’intervista – Link diretto)
Dietro l’oro di Taranto, dunque, non c’è soltanto il talento di una campionessa che da giovanissima aveva già conquistato il mondo. C’è soprattutto una nuova Irma. Una versione più matura, più consapevole e, forse, ancora più determinata.
“È una Irma più consapevole, è una Irma matura – spiega –. Ho 28 anni, non sono più una ragazzina. Ho messo da parte tutto quello che non è duro lavoro e grandi sacrifici”.
È proprio questo il passaggio che sembra aver cambiato la traiettoria della sua carriera. In passato, ammette la pugile, il talento aveva avuto un ruolo centrale. Oggi, invece, tutto ruota intorno alla preparazione e alla voglia di continuare a migliorare.
“Prima mi basavo molto sul talento e lasciavo spazio anche ad altre cose oltre lo sport. Adesso ho capito che in questi ultimi due anni, perché è il tempo che ci separa dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles, devo concentrarmi solamente su questo. Ed è una Irma che lo fa anche con piacere, lo faccio molto volentieri”.
Una scelta precisa, consapevole. Anche nel rapporto con il proprio staff. Irma ha deciso di affidarsi completamente a chi la sta accompagnando in questa nuova fase.
“Abbiamo lavorato tantissimo, da soli. Ovviamente ho avuto dietro l’appoggio del mio gruppo sportivo, le Fiamme Oro della Polizia di Stato, che mi hanno sostenuto sin da subito. Ma insieme a Roberto e Mattia abbiamo lavorato consapevolmente”.
E poi la fiducia: “Mi sono fidata ciecamente di loro. Ho detto: io mi affido completamente a voi. Sono un’atleta matura, quindi so più o meno come si gestisce una preparazione ad alto livello, ma ho voluto far finta di non sapere nulla. Mi sono affidata completamente nelle loro mani e ha funzionato”.
A Taranto, quella fiducia si è trasformata in oro. Una medaglia ancora più speciale perché arrivata indossando il ruolo di portabandiera dell’Italia: “Far parte di un’Italia così bella, così forte, che è l’Italia dello sport, mi rende orgogliosa ovviamente”, racconta Irma Testa. “Ho fatto la mia parte da portabandiera, non potevo che ringraziare l’Italia, gli italiani, il CONI che ha creduto in me assegnandomi questo ruolo, con una medaglia d’oro. Ho fatto del mio meglio, ma è stato bellissimo. Sono emozioni che non scorderò mai più”.
Un oro che, a ben vedere, non è arrivato per caso. Durante il percorso, Irma aveva già iniziato a percepire che qualcosa stava cambiando: “Sentivo che stava nascendo una nuova Irma e sentivo che il percorso era quello giusto”. I segnali arrivavano quotidianamente dagli allenamenti. “Lo dicevo sempre a Mattia: guarda, io mi sento benissimo”. E anche dal lavoro tecnico con Roberto Cammarelle emergevano sensazioni nuove. (Continua dopo la foto)
“Vedevo che stavamo lavorando su delle lacune che mi portavo dietro da tanto tempo. Roberto è stato bravo, bravissimo a cogliere quei dettagli e quindi non poteva che essere la strada giusta”. Poi, però, nello sport c’è una variabile che nessun allenamento può controllare: il tempo. “I risultati non sono frutto solo di duro lavoro, ma anche di tante altre cose. Devo dire che sono arrivati, secondo me, al momento giusto” – sottolinea Irma Testa.
Ora, però, non c’è tempo per fermarsi a celebrare. Il prossimo appuntamento è già all’orizzonte: gli Europei, quindi la strada verso la qualificazione olimpica: “Abbiamo gli Europei tra pochissimi giorni, tra due settimane, e poi la qualificazione Olimpica l’anno prossimo. Io spero di qualificarmi per le Olimpiadi di Los Angeles e andare alla mia quarta Olimpiade”.
La nuova Irma Testa, dunque, ha già fissato la prossima meta. E se la rinascita è cominciata ad Assisi, il sogno adesso guarda ancora più lontano: Los Angeles 2028. Con la stessa determinazione, ma con una consapevolezza diversa. Quella di una campionessa che ha scelto di affidarsi al lavoro, ai dettagli e alle persone che la accompagnano. E che adesso sa di poter tornare a sognare in grande.
Foto: Mauro Berti ©️BN COM
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