Un ritorno sul ring coronato nel modo migliore. Irma Testa ha conquistato la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, mettendo il punto esclamativo su un percorso di rinascita sportiva iniziato dopo due anni lontano dalle competizioni.
“È un successo molto importante, non solo per me, ma per tutto il mio staff e per tutte le persone che in questi mesi hanno creduto di nuovo in me”, racconta Testa. Un risultato arrivato al termine di un periodo tutt’altro che semplice: “Non era semplice, non era facile credere in me. Lo hanno fatto nonostante tutto e tutti”.
L’azzurra ripercorre i mesi che l’hanno riportata ai vertici, sottolineando il lavoro svolto insieme al suo team. Gran parte del lavoro di preparazione svolto proprio ad Assisi: “È stato un percorso veramente bello. Sono stati dei mesi molto intensi, molto delicati. Abbiamo sofferto tanto nella prima fase dell’anno e adesso stiamo raccogliendo i frutti di tutto il lavoro”.
L’oro conquistato a Taranto ha un valore particolare proprio perché arriva dopo una lunga pausa. Irma Testa era rimasta lontana dalla boxe per due anni, scegliendo di dedicarsi all’insegnamento. “Mi ero dedicata completamente all’insegnamento, insegnavo. Avevo completamente appeso i guantoni”, spiega la pugile dopo la medaglia d’oro.
Poi la decisione di tornare a combattere e la risposta più importante possibile: una medaglia d’oro in una competizione internazionale. “Conta tanto, quanto i miei grandi risultati, perché questo è il primo risultato dopo il mio rientro”, sottolinea Irma Testa.
Il successo di Taranto rappresenta così una conferma delle proprie possibilità e della scelta di rimettersi in gioco. “Ritornare e farlo con una medaglia d’oro a un evento importante è il segno che posso ancora raggiungere grandi risultati”, afferma l’azzurra.
A rendere ancora più speciale questa esperienza c’è stato anche il ruolo di portabandiera dell’Italia Team. Un incarico prestigioso, ma che ha portato con sé anche una certa pressione. “Non lo nego: in questi giorni pensavo, ‘Mamma, che figura se la portabandiera esce fuori e non prende la medaglia’”.
La pugile ammette di aver pensato anche alla possibilità di non riuscire a salire sul podio o di dover accontentarsi del bronzo. “Pensavo: ‘Se non prendo la medaglia’, oppure pensavo al bronzo: ‘Che figura, sono la portabandiera’”.
Alla fine, però, il risultato è stato quello sperato. “Invece no, ce l’ho fatta”. Una vittoria che Testa considera anche un modo per restituire qualcosa a chi ha continuato a sostenerla durante il suo percorso: “Sarebbe andata bene perché nessuno mi avrebbe puntato il dito, però portare una medaglia d’oro è un bel ringraziamento, secondo me, a un’Italia che ha creduto in me”.
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