(Stefano Berti) Ci sono giornate in cui il calcio torna ad avere il sapore delle cose autentiche. Il derby di domenica 19 aprile tra Bastia e Angelana a Santa Maria degli Angeli, allo Stadio Migaghelli, è stato prima di tutto questo: una storia di passione, strada e appartenenza.
Fin dal mattino, sotto un sole pieno e generoso, la tradizione si è rimessa in moto. I tifosi del Bastia, in numero davvero importante, hanno scelto ancora una volta la bicicletta per vivere la trasferta. Non solo un viaggio, ma un rito: chilometri condivisi, cori che hanno accompagnato la pedalata, bandiere che hanno sventolato tra le strade. Un colpo d’occhio che racconta più di qualsiasi risultato.
All’arrivo, lo stadio si è riempito di voci e colori. Da una parte e dall’altra, presenza forte e partecipazione sentita, con i sostenitori di biancorossi pronti a spingere i propri colori in una cornice degna dell’importanza della sfida. Nello striscione del settore ospiti campeggia “L’orgoglio di essere bastioli”.
E in campo è stata una partita vera, intensa, giocata su ogni pallone. A fare la differenza, alla fine, è stato un episodio che ha consegnato l’1-0 ai padroni di casa. Un risultato che lascia inevitabilmente amarezza tra i tifosi del Bastia, soprattutto pensando alla giornata costruita fin dal primo mattino.
Eppure resta qualcosa che va oltre il punteggio. Resta l’immagine di quella lunga fila di biciclette, della strada condivisa, di una comunità che si muove insieme per i propri colori. Resta un sorriso nonostante la tensione finale. Perché certe trasferte non si misurano solo nei novanta minuti, ma in tutto ciò che riescono a dare.
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