L’Angelana è salva, il resto ormai poco più conta. I numeri di un’annata tribolata come non mai, dove problemi ed errori si sono susseguiti a ritmo incalzante, alla fine lasciano il tempo che trovano: conta la sostanza, e con una prova maiuscola i giallorossi fanno loro il derby col Bastia garantendosi il pass per restare in Eccellenza, indipendentemente da quel che deciderà il CRU strada facendo. Perché l’idea che un derby si possa giocare anche nella prossima stagione non è peregrina, ma oggi contava dissipare i dubbi e coronare con una vittoria una stagione che a un certo punto pareva stregata. A raddrizzarla c’ha pensato un gruppo che nel momento del bisogno s’è riscoperto decisamente all’altezza del compito che gli era stato assegnato, ciò che per buona parte della stagione tra rosa corta, infortuni e altre problematiche non era stato possibile dimostrare. Il Bastia s’è presentato a pezzi all’atto conclusivo, ma l’Angelana non s’è fatta impietosire: ha menato le danze dall’inizio alla fine, ha legittimato una superiorità lampante mostrata sin dalle prime battute e, dopo essersi fatta male da sola, ha avuto la forza per reagire e andare a riprendersi la salvezza. Il manifesto di un’annata che qualcosa deve pure aver insegnato, perché soffrire fino al 93’ di una finale play-out con una rosa di simile valore non era nei piani (e forse nemmeno doveva succedere). Pericolo scampato, insomma, in un derby che i giallorossi erano condannati a vincere, con Riberti costretto a seguire la gara in tribuna, poiché squalificato (in panca il preparatore dei portieri Checcarelli), e De Santis ancora indisponibile al pari di Marani e Benedetti. Nel 4-2-3-1 di partenza ci sono Pauselli, Subbicini, Melillo e Bolletta davanti a Buini, con Bengala metronomo di centrocampo assieme a Bartolini, Acatullo e Confessore esterni d’attacco e Ventanni alle spalle dell’unica punta Cascianelli. La partita nella prima mezzora è combattuta e tirata, con i giallorossi a menare le danze ma poco ficcanti negli ultimi 16 metri: Acatullo non sfrutta una veloce ripartenza, Ventanni mette un bel pallone al centro ma nessuno arriva a deviarlo. Il fantasista però è bello ispirato e al 33’ scodella dalla bandierina un pallone che Nardi rinvia malamente al limite, favorendo l’irruzione di Bengala che col destro spedisce un fendente all’incrocio. Dieci minuti dopo è sempre un corner a punire il Bastia: lo batte ancora Ventanni, che dialoga con Acatullo e poi rimette in mezzo un pallone teso sul quale si fionda Confessore, che di testa batte imparabilmente Alunni. Il quale si esalta poco dopo sul mancino di Acatullo, tenendo in vita i compagni che al 3’ di recupero con un bolide da fuori area di Mennini si rimettono in carreggiata, dimezzando lo svantaggio. L’Angelana è padrona del suo destino ma nella ripresa difetta di cinismo sottoporta: Confessore col mancino angola troppo il diagonale, Ventanni scende bene sulla destra ma Alunni, di piede, lo respinge al mittente. In mezzo c’è tempo per una punizione di Raccichini che esalta i riflessi di Buini, ma soprattutto per l’inopinato cartellino rosso rimediato da Omohonria per una frase di troppo detta al direttore di gara. Eppure i giallorossi riescono a complicarsi lo stesso la vita: angolo di Raccichini, uscita “controsole” di Buini e palla che carambola in fondo al sacco. I supplementari sono dietro l’angolo ma una pregevole manovra sulla sinistra iniziata da Acatullo e rifinita da Ventanni, che trova Bolletta pronto alla sovrapposizione, si trasforma nell’azione del nuovo vantaggio, con Ravanelli che in spaccata anticipa Belloni e fa esplodere la panchina ospite. Sempre Ravanelli in pieno recupero deposita la sfera nella porta sguarnita dopo un erroraccio di Alunni, che nel disperato tentativo di rimediare al passivo calcia malamente una punizione, facile preda di Ventanni, aprendo al comodo contropiede angelano. È l’epilogo tanto sospirato di un’annata che a un certo punto pareva stregata, ma che alla fine ha raccontato un lieto fine di cui fare tesoro. Tanto che la festa è più che giustificata.
COMMENTI Per mister Michele Riberti è stata una sofferenza dover assistere alla gara dagli spalti, ma anche una delizia per gli occhi: “Credo che la prestazione offerta dai ragazzi sia stata di altissimo livello, considerato poi anche il fattore meteo e la difficoltà nel dover venire a Bastia a vincere a tutti i costi. È una salvezza meritata, anche se questa finale non si doveva disputare nemmeno, perché entrambe le squadre avevano già conquistato il loro obiettivo vincendo due settimane le rispettive gare play-out. Non è stata una stagione facile, ho sofferto e faticato tanto assieme ai ragazzi, ma ci siamo presi le nostre belle soddisfazioni vincendo la Coppa Italia e poi coronando la lunga rincorsa salvezza con questa vittoria, per giunta ottenuta in un derby in trasferta. Il mio futuro? Mare, mare e ancora mare…”.
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