Da metà ottobre i campi da tennis, lo sport considerato più sicuro di tutti, sono stati coperti con strutture pressostatiche in vista della stagione fredda. Nella sezione domande e risposte del Ministero della Salute , dipartimento sport, si legge che «il pallone tensostatico con aperture laterali o i campi con coperture pressostatiche sono da equipararsi a un locale chiuso».
La decisione ha sollevato non poche le perplessità a livello sanitario: è però emerso che sotto il pallone più piccolo da 3600 metri cubi il ricambio d’aria completo è garantito ogni venti minuti mentre sotto quello più grande da 8500 metri cubi, che ospita due campi da tennis, ogni mezz’ora. «Ad ogni modo i volumi sono talmente ampi e le portate del ricambio d’aria così elevate che giocare a tennis sotto un pallone pressostatico è come giocare all’aperto, anche in presenza di più persone, come accade in una scuola tennis con quattro atleti più il maestro .
C’è però anche un altro paradosso nel mondo dello sport. L’ultimo Dpcm ha vietato gli sport da contatto anche se nelle scuole nulla è cambiato. Gli studenti continuano a svolgere le loro ore di «motoria» in palestra, distanziati e senza mascherine. Così succede che uno studente può fare ginnastica a scuola in palestra con tutti i suoi compagni di classe, ma non può giocare una partita a tennis con il papà (convivente).
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