C’è tanto spazio anche per Assisi nella lunga intervista concessa al Corriere della Sera da Irma testa, campionessa mondiale di pugilato nella categoria 57 kg: “Non solo ho dormito, ho fatto sogni bellissimi” – dice Irma Testa. Un trionfo in una terra davvero diversa: “L’India è un posto assurdo, per certi versi meraviglioso e per altri tremendo: ho visto per strada una bambina vestita di stracci, con una neonata in braccio da accudire. Ho pensato all’Italia, a quanto sono fortunata di esserci nata: non va dato per scontato»), la pace interiore dentro.
A 25 anni l’oro al Mondiale di pugilato, battendo 5-0 la kazaka Ibragimova. Irma Testa arriva da un percorso iniziato dodicenne a Torre Annunziata: “Da noi non ci sono tante possibilità per i giovani. O vieni da una famiglia perbene e benestante, che ti fa studiare, ma se hai i genitori assenti perché devono lavorare dalla mattina alla sera è difficile prendere strade che ti portino lontano. Io ho avuto il maestro Lucio Zurlo, che ha sostituito i miei. Sono entrata in palestra, mi sono subito divertita, non ne sono più uscita. A 14 anni, in Nazionale, è arrivata la proposta: vuoi trasferirti ad Assisi? Quando non hai nulla, è tutto più facile. Anche mamma mi ha dato un calcio nel sedere: vai, scappa, tu che puoi”.
Sempre a Corriere della Sera, Irma Testa ricostruisce la sua lunga carriera: “Sono cresciuta osservando Federica Pellegrini e Valentina Vezzali, due totem”. Irma Testa che è stata la prima pugile italiana alle Olimpiadi (Rio 2016, a 18 anni), la prima sul podio olimpico (bronzo a Tokyo 2020), la prima a segno in tutte le rassegne (terza a vincere l’oro iridato dopo Alessia Mesiano e Simona Galassi). “Questo trionfo è l’emozione più bella che potessi vivere. Al titolo mondiale ero già andata vicina l’anno scorso a Istanbul, quando fui sconfitta in finale. Mi era rimasto l’amaro in bocca. Questa medaglia la volevo a tutti i costi ma avevo paura: ricordavo quella brutta sensazione di non farcela”.
“Il mio sogno è vedere le palestre piene di bambine: il pugilato forma il corpo e la mente, ti fa crescere. Io rifarei tutto. Sono andata via di casa a 14 anni, ne ho 25. Ad Assisi mi sono abituata a tutto: ritmi, orari, dieta, allenamenti. Sono un’atleta: le mie esigenze sono poche. Infatti mi trovo benissimo. Ma la lontananza è stata dura da digerire: sono cresciuta a centinaia di chilometri da una mamma che oggi è felicissima per me. Hai trovato la tua strada, sei diventata una donna migliore, mi ripete. Ecco, per me questo è l’amore di una madre: saper capire cosa vogliono i figli e cosa è giusto per loro, senza interferire. Il senso del mio percorso, in fondo, è questo”.
Sempre al Corriere della Sera Irma Testa ha poi dichiarato:“Torno dall’India, vado ad Assisi a recuperare il mio cagnolino, poi scendo a Napoli dove, a furia di pranzi e cene da mamma e nonna, rischio ogni volta di prendere 4-5 chili. Poi di nuovo sotto con gli allenamenti”. Frida Kahlo come riferimento: “Una donna che ammiro incondizionatamente: Frida ebbe un incidente, soffrì pene indicibili ma non ha mai smesso di dipingere. Una donna pittrice, in Messico, all’inizio del secolo scorso: se non si è arresa lei, perché dovrei mollare io? La penso spesso prima di un incontro”.
I 100 mila euro del premio comprare casa ad Assisi: “Con il premio? Magari compro casa per me, ad Assisi, dove sono in affitto e dove mi vedo ancora molti anni”. La dedica del trionfo: “A me e a Emanuele Renzini, direttore tecnico della Nazionale di pugilato, che in dieci anni di lavoro ad Assisi ha saputo trasformare una bambina in una donna”. Un pensiero per il primo maestro Zurlo, 85 anni ben portati: “Non ci parliamo spesso ma sappiamo che ci siamo sempre l’uno per l’altra. Ho provato a chiamarlo da Nuova Delhi, non ha risposto. Ho scritto al figlio: papà non sente il telefono, ma ha pianto per te davanti alla tv”.
Foto: Redazione Assisi Sport
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