C’è un’età in cui i sogni sembrano ancora lontani, quasi irraggiungibili. E poi ci sono ragazzi che quei sogni decidono di inseguirli ogni giorno, con sacrificio, determinazione e una convinzione profonda: quella di poter costruire, passo dopo passo, la propria strada. Pietro Bacchi è uno di questi ragazzi.
Il giovane calciatore della SS Lazio Under 16, originario di Assisi, è stato protagonista ad Assisi in Sport – Futuro in Gioco, dove, sul palco del Panel “Una necessità chiamata Sport”, condotto da Stefano Berti, direttore del gruppo editoriale Assisi News e della redazione di Assisi Sport ha raccontato il suo modo di vivere il calcio e il percorso che sta facendo per provare a trasformare un sogno in realtà.
Pietro ha parlato di lavoro, di fede – lui che è molto religioso – di sconfitte, di famiglia e della necessità di non fermarsi mai. Il suo motto è una frase tradizionalmente attribuita a Sant’Ignazio di Loyola: “Lavora come se tutto dipendesse da te, prega come se tutto dipendesse da Dio”.
Dentro queste parole Pietro sembra aver trovato la sua filosofia di vita. Da una parte il lavoro quotidiano, quello che dipende da lui. Dall’altra la fede, alla quale affidarsi quando non tutto può essere controllato.
Un equilibrio tra impegno e fiducia che accompagna il giovane calciatore nel suo percorso verso un sogno grande: diventare un campione. Pietro sa bene, però, che nel calcio come nella vita arrivano anche le sconfitte.
Per raccontarlo ha ricordato la storia di Roma e Cartagine, utilizzandola come metafora della capacità di rialzarsi dopo una caduta. “Si può perdere, si può attraversare un momento difficile, ma poi bisogna tornare a lavorare, ripartire e provare nuovamente a vincere” – ha affermato. Perché per Pietro la differenza si costruisce proprio lì: nella capacità di reagire.
E poi una frase, forse la più significativa di tutte, che fotografa perfettamente la mentalità con cui affronta il suo percorso: “Mentre il mio avversario dorme, io lavoro per cercare di batterlo”.
Parole che raccontano la sua determinazione e la consapevolezza che il talento, da solo, non basta. Per arrivare lontano servono sacrifici, continuità e la disponibilità a fare qualcosa in più degli altri, soprattutto quando nessuno sta guardando.
Lo scorso anno Pietro ha segnato 16 gol. Adesso guarda avanti e non nasconde il suo prossimo obiettivo: 30 reti con la maglia della Lazio. Un traguardo ambizioso, che vuole inseguire con la stessa mentalità con cui affronta ogni allenamento: lavorare, credere in se stesso e sapere cosa deve fare per cercare la propria strada.
Dietro quel ragazzo che sogna di diventare un campione, però, c’è una famiglia che sta vivendo con lui questo viaggio. Pietro ha voluto ringraziare mamma e papà per i sacrifici che fanno ogni giorno e per la loro presenza costante. Si alternano a Roma – dove Pietro vive, studia e si allena ogni giorno – per stargli vicino, accompagnandolo in un percorso che ormai da qualche anno lo ha portato lontano dalla sua casa di Assisi.
Ha lasciato la sua abitazione e la quotidianità della sua città per trasferirsi a Roma, inseguendo un sogno che richiede rinunce importanti per un ragazzo della sua età.
È anche questa la parte meno visibile dello sport: i viaggi, gli allenamenti, la lontananza da casa, i sacrifici dei genitori, le giornate che iniziano presto e finiscono tardi. Tutto ciò che non compare sul tabellino di una partita, ma che contribuisce a costruire un calciatore e, prima ancora, una persona.
Pietro lo sa. E proprio per questo racconta il suo percorso senza nascondere la fatica. Ogni giorno lavora moltissimo. Crede in se stesso. E soprattutto dice di sapere ciò che deve fare per cercare la propria strada.
Forse è proprio questa la fotografia più bella di un ragazzo che sta crescendo con un pallone tra i piedi e un sogno nel cuore. Non sappiamo dove lo porterà il calcio. Nessuno può saperlo. Ma Pietro Bacchi ha già imparato una cosa fondamentale: i sogni non si aspettano, si inseguono. Con il lavoro. Con la fede. Con il sostegno della famiglia. Con la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta. E con quella convinzione che, mentre gli altri dormono, ci sia sempre qualcosa in più da fare per provare ad arrivare dove si vuole. Perché il viaggio di Pietro è appena cominciato.
© Riproduzione riservata













