Una storia di sport, amicizia e inclusione è stata protagonista sabato 19 settembre, in Piazza Santa Chiara, nell’ambito dell’evento “Assisi in Sport – Futuro un gioco”.
A raccontarla è stato Stefano Berti, direttore del gruppo editoriale Assisi News e della redazione di Assisi Sport, davanti a un pubblico che ha seguito il racconto con grande partecipazione, successo e commozione.
È la storia di Andrea Bertolini, runner e consigliere comunale di Assisi, e del giovane Gabriele Codini, classe 2013, residente a Valfabbrica.
Tutto nasce da una domanda, semplice e spontanea, che Gabriele aveva rivolto qualche tempo fa ad Andrea, che per lui è semplicemente “Bertolo”: “Bertolo, ma quand’è che mi porti a correre insieme a te?” Una frase che, quasi senza saperlo, ha dato il via a una nuova avventura. (Continua dopo la foto)
Da quel momento la corsa è diventata molto più di una disciplina sportiva. È diventata un modo per condividere tempo, emozioni, difficoltà e traguardi. Andrea ha scelto di affiancare Gabriele in questo percorso, mettendosi in gioco insieme a lui e trasformando ogni allenamento in un’occasione di crescita e di condivisione.
Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, sono arrivate anche le prime gare. Dalla Maratona di Foligno alla Maratona di Rimini, fino alla recente partecipazione a “Sui passi di Chiara e Francesco”, un’esperienza particolarmente significativa che ha visto il binomio conquistare il primo Passaporto del Pellegrino.
Un risultato che va oltre il semplice dato sportivo e che racconta il valore di un percorso costruito insieme. Le salite, la fatica, i chilometri e i traguardi diventano così momenti da condividere. Ogni difficoltà affrontata insieme acquista un significato diverso e ogni obiettivo raggiunto diventa una piccola conquista di entrambi.
Ed è proprio questo il messaggio arrivato dal racconto di Piazza Santa Chiara, fra applausi e commozione dei presenti, fra cui la famiglia di Gabriele e il vicesindaco di Assisi Veronica Cacallucci durante il panel “Lo sport è davvero per tutti”: sì, perché lo sport può essere uno straordinario strumento di inclusione, capace di creare relazioni, abbattere barriere e mettere le persone nelle condizioni di vivere insieme nuove esperienze.
La storia di Andrea e Gabriele ne è una testimonianza concreta. Una storia nata quasi per caso, da una domanda di un bambino, e diventata nel tempo un viaggio fatto di sport, amicizia e territorio.
Durante “Assisi in Sport – Futuro un gioco”, il racconto ha suscitato emozione e partecipazione, ricordando a tutti che nello sport il traguardo non è necessariamente il punto più importante.
A volte conta soprattutto chi abbiamo accanto mentre percorriamo la strada. E quella domanda – “Bertolo, quand’è che mi porti a correre insieme a te?” – oggi ha trovato una risposta fatta di chilometri, gare, sorrisi, fatica e tanti traguardi condivisi. Una risposta che continua a correre.
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