(Erika Giulietti) Ci sono addii che non fanno rumore ma lasciano un segno profondo: quello di Francesco Melillo all’Angelana è uno di questi. Per anni è stato il volto della squadra giallorossa, un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Capitano, leader silenzioso, uomo di valori quali sacrificio, appartenenza, rispetto e passione, che lo hanno accompagnato in un percorso che si intreccia con la storia dell’Angelana, di Santa Maria degli Angeli e di Assisi.
Nella vita vigile urbano, nel calcio uomo di assoluta dedizione. Una passione vissuta fin da bambino e portata avanti con serietà e amore per la maglia. Fino al traguardo più importante: la promozione in Serie D, conquistata sul campo da capitano e diventata il momento più alto della sua esperienza sportiva.
L’annuncio dell’addio ai colori giallorossi è arrivato attraverso i social, proprio di Francesco Melillo: “Non potevamo salutarci in moDo migliore…”. Quella “D” maiuscola non è stata casuale. È il richiamo alla Serie D, il simbolo di un sogno inseguito a lungo e finalmente raggiunto. Melillo è stato il filo conduttore di tante stagioni, ha visto cambiare compagni e allenatori senza mai perdere il proprio modo di essere: sempre presente, sempre pronto a mettere la squadra davanti a tutto.
L’immagine che resterà è quella del capitano che ha guidato l’Angelana verso un traguardo storico, tra gli applausi del “Migaghelli” e la festa di un’intera città. Il suo saluto non rappresenta soltanto la fine di un percorso sportivo, ma segna la conclusione di un ciclo importante per il club. L’Angelana perde il suo capitano, ma conserva l’eredità di un uomo che ha saputo essere leader senza cercare i riflettori. Complimenti per tutto, Francesco!
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